Ho trovato diversi punti interessanti negli interventi di Davide e di Andrea. L'analisi tattica fatta da Davide mi sembra corretta. Nella mia analisi della partita intendevo dire che secondo me, dal lato della determinazione e del carattere, non è che non abbiamo fatto nulla ma secondo me è venuto meno rispetto ad altre partite, dove siamo maggiormente stati capaci di dimostrarlo.
Io credo che ci sia del terreno su cui confrontarsi, e da parte mia c'è la massima disponibilità a farlo. Le critiche fanno parte del gioco, ognuno esprime un pensiero sul quale si può essere più o meno d'accordo. Io non condivido tutto ciò che dice Davide, anche se l'analisi tecnica mi è sembrata corretta e condivisibile. Le critiche, quando come in questo caso sono costruttive e non stumentali, vanno accettate serenamente ed avere elasticità mentale non è segno di debolezza ma è segno di maturità.
Ciò che dice Andrea è corretto, anche se non ho condiviso tutti i passaggi. Io sono disponibile al dialogo e a parlarne, ma non credo che sia il pub la location più adatta. Io credo che un ritrovo nel quartier generale di via Lombardia sia decisamente più indicato. Il pub non mi pare sede opportuna, e nemmeno il dopo gara al campo mi pare sede opportuna. Questo per ribadire che da parte mia non c'è nessuna fuga dal confronto e dal dialogo.
Bisogna però riconoscere che da parte di qualcuno c'è reticenza a manifestare il proprio pensiero.
Ritengo fondamentale abbattare il muro del NO ai tesseramenti e trovo positivo che se ne discuta, come sottolinea Davide giustamente. Trovo corretto fare esperimenti tattici e provare soluzioni alternative. Ma per come vedo io la situazione, e di esperienza credo di averne a sufficienza per parlarne, l'autogestione non è proponibile. Sono stato io stesso uno dei fautori e promotori negli anni passati, ma prendo atto, che a mio avviso, non è attuabile.
Inviterei le persone a manifestare il proprio pensiero qua sul blog, che è aperto a tutti. Ma anche qua torniamo alla storia del minestrone riscaldato: scrivono sempre le stesse persone. Mi piacerebbe leggere i pensieri di Antonio, Damiano, Gionata, Roberto, Giuliano, Fani e tutti gli altri. Un sogno che penso rimarrà tale. Sono dieci anni che aspetto di essere smentito.
Ma alla fine a scrivere siamo sempre gli stessi. A parlare siamo sempre gli stessi.
Non ci sono scuole di pensiero diverse, ci sono semplicemente due modi diversi di vedere la stessa cosa. Se ne prenda atto, semplicemente. E non si fa torto a nessuno.
Io per le critiche ho imparato ad avere le spalle larghe. E come consiglio amichevole lo do anche a Davide, che è persona intelligente, adulta e responsabile, e sa perfettamente come comportarsi in certe situazioni.
Serve uno scatto di maturità e responsabilità da parte di tutti. Io sono aperto e disponibile ad un dialogo propositivo e costruttivo, io ho le mie proposte alternative alle vostre. Ma ripeto si tratta di un modo diverso di vedere la stessa cosa. Nessun personalismo, nessuna crociata, nessuna opposizione, nessuna demolizione, nessun remare contro qualcosa o contro qualcuno.
Ma credo che ci sia bisogno di una assunzione di responsabilità da parte di tutti, comprese quelle persone che vengono meno al calcetto, e che magari hanno una visione della situazione da esprimere. Stando a casa, o stando in silenzio non si ottiene nulla di utile, per nessuno.
Se non volete parlarne di persona, esiste il blog, esistono le e-mail, esiste il telefono. Ma il dialogo face to face rimane la soluzione migliore. Ripeto per me la location pub non è la più indicata, per affrontare argomenti delicati come questo ci vuole una sede tranquilla come via Lombardia. Li abbiamo risolto tante questioni, e non vedo perchè non si potrebbe farlo stavolta.
Ciò è ben lungi da me ridare la disponibilità a fare l'allenatore, su quel fronte non c'è margine di dialogo e confronto, per scelta mia personale. Senza rancore, senza risentimento, senza polemica nei confronti di nessuno. Questo lo voglio precisare e ribadire.
Il clima, di cui parla Davide, non può essere precluso dall'elasticità mentale. Aprire al tesseramento di 1 o più persone non credo possa portare stravolgimenti o rivoluzioni. Un giocatore, a mio giudizio, di buon livello farebbe fare quel salto di qualità di cui si ha bisogno. Il clima di amicizia è bello e positivo, ma insomma non credo che a nessuno piaccia prendere 5-6 gol a partita. Non credo proprio, non piace in amichevole una cosa di questo tipo e non credo che piaccia nemmeno in partita ufficiale.
L'autogestione per me non è attuabile come viene interpretata adesso, credo che vada rivista la formula del minutaggio. Secondo me non è da buttare l'autogestione, ma è da rivedere.
Auspico confronto e dialogo, in modo sereno e pacato, sfruttando ogni mezzo che si ha disposizione. Il confronto personale rimane il migliore. E confrontarsi via mail, per telefono o sul blog può essere utilissimo, anche se io personalmente lo trovo molto triste.
David
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